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(12/03/2011): video sul tumore della prostata, con il commento del prof. Mauro Dimitri (presidente della World Foundation of Urology).


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>> Prof. Mauro Dimitri

>> Prostate Cancer Prevention

Il tumore della prostata

Il tumore della prostata ha un'alta incidenza ed un lungo periodo di latenza, sia nello sviluppo che nella progressione della malattia. Ci sono numerosi fattori di rischio conosciuti per lo sviluppo del tumore della prostata, comprendenti l'età, l'area geografica, e la razza. Inoltre ci sono lesioni precancerose che possono essere diagnosticate e seguite.

Nella maggioranza degli uomini con pre-esistente malattia microfocale, la crescita del tumore della prostata è inibita, mentre in alcuni uomini la sua crescita è stimolata. Sembra molto probabile che queste differenze siano solo raramente dovute a fattori genetici. Degli studi eseguiti sugli emigranti negli Stati Uniti provenienti da paesi con una bassa incidenza del tumore della prostata, come il Giappone e la Cina, mostrano che l'incidenza del tumore della prostata aumenta da 3 a 7 volte, indicando che i fattori ambientali sono la chiave determinante nello sviluppo della malattia.

Tra i fattori ambientali ritenuti determinanti nello sviluppo del tumore della prostata la nutrizione è quella sospettata di svolgere il maggiore ruolo. Nel Nord America e nel Nord Europa, l'obesità e la dieta con alto contenuto in grassi animali sono veramente comuni, mentre in Asia la dieta è ricca in fibre e proteina di soia, che contiene Fitoestrogeni, e basso contenuto in grassi animali.

In Italia, il tumore della prostata è il primo tumore che colpisce l’uomo, con un’incidenza del 12% e supera il tumore del polmone che arriva circa al 10%. Ogni anno in Italia si registrano 42.804 tumori con 9.070 decessi (dati del reparto di Epidemiologia Tumori - Centro Nazionale di Epidemiologia, Sorveglianza e Promozione della Salute - Istituto Superiore di Sanità 2005). Circa 23.000 nuovi casi vengono scoperti ogni anno, di questi il 20% è già allo stadio di metastasi. Poiché l’età media della popolazione maschile italiana è sempre più elevata, non può che peggiorare l’incidenza di questo tumore, rispetto al quale l’età è uno dei principali fattori di rischio conosciuti: ci sono oggi in Italia oltre 9.300.000 uomini al di sopra dei 50 anni, potenzialmente a rischio. Il principio fondamentale per ridurre il pericolo è l’attenzione e la sensibilità alla prevenzione, proprio come per altri tumori ad elevata incidenza, ad esempio, il tumore della mammella. Purtroppo le statistiche ci dicono che gli uomini sono molto più restii delle donne ad adottare regolarmente misure per la prevenzione e la diagnosi precoce. Secondo uno studio, ad esempio, solo il 22% dei maschi italiani tra i 50 e i 70 anni di età conosce il significato del test del PSA, uno dei principali strumenti diagnostici nella lotta al tumore della prostata. Questa percentuale sale invece al 48% negli Stati Uniti. Soltanto il 13% dei maschi in Europa si sottopone al test del PSA..

In Italia aumenta l'incidenza del tumore della prostata ma diminuisce la sopravvivenza, con una differenza notevole rispetto ad altri paesi europei più avanzati, poichè sopravviverebbe nel nostro paese al Tumore della Prostata il 47,4% contro il 54,5% della Spagna, il 61,4% della Francia ed il 71,4% della Svizzera.

L’incidenza è veramente alta nel Nord America e nel Nord Europa (63 × 100.000 uomini bianchi e (102 × 100.000 afro-americani) negli Stati Uniti, ma è molto più bassa in Asia (10 × 100.000 uomini in Giappone). Secondo l'American Cancer Society nel 2008 negli Stati Uniti, circa 186.320 nuovi casi saranno diagnosticati, con circa 28.660 decessi. 680.000 uomini, ogni anno nel mondo sono colpiti dal tumore della prostata, 220.000 muoiono di tumore della prostata.



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